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ALBANIA.IL PAESE DI FRONTE

Officina della Storia & F.I.A.P.  (Federazione delle Associazioni Albanesi, Italo-Albanesi e Arbereshe del Piemonte)  

presentano il film documentario

"ALBANIA. IL PAESE DI FRONTE" 

Venerdì 05 Febbraio 2010, alle ore 20.00 , presso la SALA CONFERENZE GAM, Corso Galileo Ferraris 30, Torino, l’Associazione “Officina della Storia” & la F.I.A.P. Federazione delle Associazioni Albanesi, Italo-Albanesi e Arbereshe del Piemonte presentano, per la prima volta a Torino, "ALBANIA. IL PAESE DI FRONTE", il primo film documentario sulla storia dell’Albania dall’indipendenza alla caduta del comunismo.  Alla serata presenzierà l’autore, il Dr. Roland Sejko, giornalista e documentarista, direttore da più di dieci anni di “Bota Shqiptare” (“Il Mondo Albanese”), il giornale della comunità albanese in Italia.  Sono previsti anche gli interventi degli onorevoli Francesco Rutelli, Marco Calgaro, Bruno Tabacci e Gianni Vernetti deputati del Gruppo Parlamentare di Alleanza per L'Italia e del Dr. Raffaele D’Amato, esperto di storia e di archeologia balcanica.  Modera ed introduce la serata Benko Gjata, giornalista albanese, corrispondente accreditato dell’A.T.A. in Italia.  

02/02/2010
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CALGARO E BOBBA: "UN ORATORIO LAICO? SIAMO CURIOSI DI VEDERNE FINALMENTE UNO".

 Siamo davvero curiosi di visitare un oratorio laico, questa nuova struttura che dovrebbe fare concorrenza ai tradizionali oratori gestiti dalle confessioni religiose. Certo che le conventicole laiciste non mancano di fantasia quando si tratta di lanciare accuse alla Chiesa cattolica! I contributi dati agli oratori nulla sottraggono a ludoteche e centri sociali, che trovano il loro riconoscimento e sostegno in altre normative regionali e nazionali. Gli oratori piemontesi hanno svolto e svolgono un ruolo fondamentale nell'educazione e formazione dei giovani, un ruolo ampiamente riconosciuto anche dai non credenti e non è un caso che la Giunta presieduta da una personalità convintamente e serenamente laica come Mercedes Bresso sostenga l'operato di queste strutture le cui radici affondano in un lontano passato, quando santi sociali come Don Bosco accoglievano i ragazzi più poveri non insegnando loro a credere in Dio, ma rendendoli consapevoli della dignità dell'essere tutti figli di Dio. E' poi curioso come, in un'epoca in cui la società è frammentata e la forbice della ricchezza si sta allargando in modo rilevante, non si voglia riconoscere l'enorme valore rappresentato dalla moltitudine degli oratori di periferia, fondamentali per mantenere quella coesione sociale e quell'integrazione multiculturale (quanti islamici giocano felici negli oratori cattolici!) che tutti riconosciamo come un obbiettivo sempre più difficile da raggiungere.

On. Luigi BOBBA (Deputato PD)

On. Marco CALGARO (Deputato API)

15/12/2009
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PERCHE' SONO USCITO DAL PD

L'intervista di Marco Calgaro al IL NOSTRO TEMPO del 29.11.2009 chiarisce le ragioni che hanno portato il deputato alla scelta di farsi uno dei promotori di ALLEANZA PER l'ITALIA

15/12/2009
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"LASCIO IL PD E ADERISCO AD ALLEANZA PER L'ITALIA"

Ho preso la decisione di uscire dal Partito Democratico ed aderire ad "Alleanza per l'Italia", la nuova formazione politica lanciata da Lorenzo Dellai, Francesco Rutelli, Bruno Tabacci ed altri promotori tra cui il sottoscritto. E' stata una decisone molto sofferta perché sancisce, dal mio punto di vista, il fallimento di una scommessa, quella del PD come partito che avrebbe dovuto portare una boccata di aria fresca e di novità nel panorama del centrosinistra italiano ed europeo. La collocazione culturale e politica del PD va, invece, sempre più chiaramente configurandosi come la prosecuzione della storia del PCI, PDS, DS e la scelta di entrare nel gruppo del Partito Socialista Europeo ne è stata la naturale evoluzione. Questa collocazione è rispettabile ma, secondo me, allontana il partito dal consenso di tutti quei cittadini, e sono tanti, che non vanno più a votare perché alla ricerca di un soggetto politico moderato e riformatore, che, anziché persistere in questo bipolarismo caratterizzato dallo scontro e dalla delegittimazione continua degli avversari, ponga di nuovo al centro della sua prospettiva il senso dello Stato, il rispetto delle istituzioni ed il confronto con gli avversari su progetti e proposte precise, alla ricerca di quel bene comune che oggi la politica pare avere perso di vista.

On. Marco CALGARO

11/11/2009
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Rutelli lo chiede a Fini: il coraggio di cambiare

"Fini abbia coraggio, venga con noi"

Rutelli: «Fini abbia coraggio, venga con noi»
«Contro la destra e contro la sinistra per un nuovo Polo che diventi maggioranza»
Onorevole Rutelli, lei oggi a Parma presenta il suo nuovo partito «Alleanza per l'Italia». A quelli che si fossero persi le ultime puntate delle vicende politiche italiane, vuole spiegare perché ha scelto di lasciare il Pd?
Il Pd è tornato sulle orme del Pds. E' entrato in Europa coi socialisti, che sono in crisi nera. Non è il mio partito, quello per cui abbiamo sciolto la Margherita, per far nascere una nuova cultura politica competitiva nel centro della società italiana. E' normale che in un partito di sinistra rientrino coloro che andarono
verso Rifondazione. Io non posso che riprendere la mia strada. Senza astio, con dispiacere. Ma anche con l'entusiasmo di chi pensa di fare la cosa giusta .
AI centro c'è già I'Udc di Casini. Matrimonio in vista fra i due partiti?
Per ora abbiamo dei colloqui romantici . . . E' chiaro che c'è molto in comune, e vogliamo costruire qualcosa di più grande e importante. Alleanza per l'Italia non è un partito in più: ci uniremo anche con altri, per creare un nuovo Polo che potrebbe diventare di maggioranza in pochi anni, di fronte alle crisi della sinistra e della destra.

14/12/2009
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