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ENRICO LETTA: "I LEGAL STANDARD? A DRAGHI LA GESTIONE".

Il Financial stability board (Fsb) guidato da Mario Draghi potrebbe diventare l'Esecutivo del G-20 sul modello del rapporto in Europa tra Consiglio e Commissione». Un organo esecutivo forte per gestire le decisioni del G-20 e occuparsi della loro applicazione, approvazione e messa in atto, dall'endorsement alla delivery. Non basta scrivere le regole, è altrettanto importante che vengano applicate: «il rischio maggiore che corre il progetto del global legal standard e la stesura di regole auree di cooperazione giuridico-fiscale, per ridare corpo ai concetti di onorabilità e di trasparenza dimenticati in questi anni, è quello di cadere nel velleitarismo. Ma vale la pena provarci e bene ha fatto il ministro Tremonti a prendere questo rischio».

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CON GM FINISCE UN GRANDE CAPITOLO DEL NOVECENTO.

La procedura di fallimento concordato per la General Motors pone fine a uno dei più grandi capitoli della storia industriale americana del Novecento. La Gm ha dominato la scena economica Usa per quasi ottant'anni, con un primato dell'industria automobilistica che ha sancito l'egemonia americana nel settore su scala globale. Non solo: la Gm è stata il modello della grande impresa per buona parte del secolo scorso.

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GIUSEPPE BERTA: "TRE PAESI, TRE REGOLE DIVERSE L'INEDITO SINDACALE DI SUPER FIAT".

Sergio Marchionne deve risolvere un problema per volta, e il primo che ha davanti è conquistare la Opel. Ma dopo, se davvero nascerà il gruppo a tre teste, Germania - Stati Uniti - Italia, si porrà il problema del rapporto con i sindacati. Tra pochi mesi, se il colosso automobilistico globale dovesse effettivamente nascere, Marchionne si troverebbe con una situazione inedita.

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ENRICO LETTA: "SMETTIAMOLA DI ESSERE PUDICI E INCHIODIAMOLO".

Berlusconi dice che io e Rutelli ce ne stiamo per andare dal Pd? È un segnale interessante. È una mossa disperata, di una persona non serena: dimostra che, nonostante il trionfalismo dei sondaggi, la partita delle europee non è affatto chiusa. Berlusconi è in preda al nervosismo, perché la vicenda Noemi gli sta sfuggendo di mano». Enrico Letta sorride del premier che lo dà in uscita verso l'Udc: «Stupidaggini, non ho nessuna intenzione di andare nell'Udc. L'ho già detto e lo ripeto. Berlusconi sta sparando all'impazzata, dalla riduzione dei parlamentari fino a queste storielle su di me: è palese il tentativo di depistaggio per distogliere l'opinione pubblica dal caso Noemi che è il suo vero punto debole. Ma noi su questo dobbiamo inchiodarlo».
Finora avete avuto un certo fair play...
«È vero, ci siamo mossi con troppo pudore e rispetto. Adesso è il momento di mettersi le scarpette chiodate, di inchiodarlo alle sue responsabilità. Io non so se le rivelazioni che abbiamo letto sui festini a Villa Certosa siano vere: il premier deve rendere conto fino in fondo. In queste due ultime settimane di campagna elettorale dobbiamo fare noi i fuochi d'artificio per rovesciare la situazione a partire dalle sue bugie».

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ENRICO LETTA: "SULLE PENSIONI IL GOVERNO SI MUOVA, POSSIAMO DISCUTERE".

L' ultimo libro di Enrico Letta si intitola «Costruire una cattedrale». Appena uscito, il saggio dell' ex sottosegretario alla presidenza del governo di Romano Prodi ha già incassato le affettuosità di un altro autore della casa editrice che l' ha pubblicato. Nientemeno che Renato Brunetta, terrore dei nullafacenti. Il ministro della Funzione Pubblica ha detto che è «bellissimo». L' ho sentito con le mie orecchie. Non è che si riferiva alla parte del suo libro in cui prefigura la rivoluzione del welfare? «Dovrebbe chiederlo a lui. Brunetta sa bene come stanno le cose». Come stanno?

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