Seguimi anche su Facebook
«Dal G8 traggo un insegnamento per il congresso del Partito democratico», dice Enrico Letta. Lì per lì viene da domandarsi se c'entrano un certo invaghimento per Barack Obama, la lotta per la riduzione della povertà tanto proclamata nel vertice, il contrasto del riscaldamento globale. Poi il responsabile economico del Pd, che ha una vocazione di governo sperimentata da ministro e da sottosegretario alla presidenza del Consiglio, va avanti e viene fuori che l'insegnamento riguarda altro: la tregua tra maggioranza e opposizione proposta e ottenuta in occasione del summit internazionale all'Aquila da Giorgio Napolitano.
Quale insegnamento sarebbe quello del G8?
«Che seguendo la linea adottata per il vertice il Pd può rendersi centrale per la guida del Paese. In questa occasione abbiamo detto: per prima cosa viene l'Italia. Spero che ciò sia entrato nel cuore del congresso, perché troppe volte c'è stata la tentazione della scorciatoia».
Scorciatoia per battere Berlusconi al di fuori della via elettorale?«Sì, invece Berlusconi lo batteremo per la via maestra».Secondo lei, la tregua chiesta dal capo dello Stato per il G8 va mantenuta o eliminata?«È stata molto importante. Va ringraziato Napolitano per aver svolto un ruolo fondamentale di coesione nazionale. Era utile che un momento così fosse un successo per l'Italia. Non è da un insuccesso del G8 che il centrosinistra poteva trovare ossigeno per ribaltare la situazione politica».Che lei lo sostenga non costituisce una svolta. Ma è sicuro che nell'opposizione lo pensino anche molti altri? Antonio Di Pietro, per attribuire a Berlusconi di mettere a rischio la democrazia, è ricorso a una pubblicità sull'«HeraldTribune».«La mossa di Di Pietro è stata autolesionista verso l'intero Paese. Ci sono due problemi. Uno è che da sempre c'è chi cerca di mettere l'Italia da parte, che opinioni pubbliche straniere ci guardino con senso di superiorità chiunque governi. L'altro è che Berlusconi ha le sue anomalie, giudicate all'estero, giustamente, in modo più severo che da noi. Due questioni da non sovrapporre».Quando l'Italia ospita un vertice internazionale?«Anche. Se c'è bisogna che vada bene. È l'Abc dell'amore per il Paese, e l'opposizione deve dimostrarne altrimenti il Paese non la farà mai vincere».Scusi, ma lei che cosa ha fatto per il G8?«Per me in gennaio non è stato semplice accettare di far parte della commissione, proposta dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti e dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, tenuta a elaborare una proposta suiglobal legal standard, le nuove regole per aumentare l'etica nella finanza. Però sono molto contento di aver collaborato, e Tremonti è stato saggio nell'aprire a sensibilità diverse dalla sua».Ma la tregua deve durare o no?«L'ha annullata Berlusconi alla fine del vertice. Si immagina Obama che termina la conferenza stampa di un G8 ospitato dagli Usa e come ultima parola se la prende con i repubblicani?».A proposito, che gliene è parso degli incontri del presidente degli Usa con Napolitano e Berlusconi?«Obama ha detto parole da grande statista».Ne ha dette tante. Quali?«È stato prodigo di complimenti per il Berlusconi organizzatore e prodigo di complimenti per il Napolitano guida morale del Paese ».
| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| Corriere(12-07-09)LETTA.pdf | 103.95 KB |