Non c'è dubbio che l'attuale clima politico e culturale è piuttosto complesso e il Pd sta cercando varie strade per costruire spazi positivi di confronto tra culture, storie e tradizioni diverse. Ne fanno fede gli sforzi che caratterizzano gli incontri pubblici e le interviste che rilasciano gli attuali competitors alla carica di segretario del partito tra poche settimane e probabilmente alla carica di premier tra pochi anni. Le differenze ci sono, emergono con facilità a proposito di molte questioni, non solo di quelle cosiddette eticamente sensibili, ma i messaggi di risposta che arrivano sono sempre impostati a rassicurare, a garantire rispetto per tutte le posizioni, a sottolineare la libertà di coscienza di tutti, anche se ogni tanto qualcuno invoca una sorta di corto circuito tra posizione prevalente e posizione ufficiale del partito...
C'è comunque un impegno specifico a far coincidere questa fase di rilancio del partito democratico con il desiderio che ognuno possa percepirsi come una risorsa e non come un ostacolo, proprio per la sua cultura, le sue convinzioni, la sua capacità di esprimere valori condivisi da una parte o l'altra del paese. Se la diversità è un valore, l'integrazione delle diversità, possibile sempre e solo entro certi margini, è la sfida della democrazia interna del partito. Nel caso del partito democratico è la sua garanzia di novità sotto il profilo culturale e di durata sotto il profilo della sopravvivenza politica. In questo clima ci stupiscono due aspetti concreti, a nostro avviso contraddittori, che appaiono sull'Unità: da un lato il richiamo costante alla Chiesa perché esprima un suo giudizio critico, severo, sui comportamenti del Capo di Governo, specialmente su quelli che si riferiscono alla sua vita e alle sue abitudini sessuali, si intuisce nell'insistenza dei richiami la convinzione profonda che la Chiesa cattolica sia testimone e garanzia di stili di vita improntati a valori quali la fedeltà nella vita coniugale, la sobrietà nei consumi, la morigeratezza nelle abitudini, la profondità dei valori umani, oltre che spirituali che propone... dall'altro la striscia sullo sbattezzo, giunta ormai alla sua undicesima puntata, che tende ad evidenziare l'assoluta difficoltà che si incontra ad uscire dalla Chiesa cattolica, patrocinata dall'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (UAAR), costituitasi legalmente nel 1991. Una associazione che vanta attualmente 3.650 iscritti. La striscia, ripresa da un libro di Alessandro Lise e Alberto Talami, ha un livello di ironia e di comicità irrilevanti, si tratta ovviamente di un giudizio oggettivo. Ci chiediamo quale sia la ragione di questa insistenza su di un fatto che i non-credenti non-praticanti hanno già risolto da un pezzo, limitandosi ad ignorarlo. Nessuno può essere obbligato a credere se non vuole, dal momento che l'atto di fede è uno di quelli che più impegnano la libertà personale. L'insistenza nella pubblicazione della striscia sullo sbattezzo e sull'impresa ciclopica che rappresenta l'uscire dalla chiesa fa emergere una immagine della chiesa ostile, possessiva, intrigante -cfr il riferimento alla guardia svizzera sulla porta di casa- al punto che ci si chiede, se la Chiesa è questa!, allora perché sollecitarla tanto a spendere il suo magistero per stigmatizzare fatti e comportamenti, che in nessun modo e in nessun caso possono essere condivisi. Ci chiediamo anche se lei è consapevole del grado di disagio che crea il giornale in molti dei suoi potenziali nuovi lettori, a cominciare da noi parlamentari, quando si arriva a quelle pagine che rivelano un clima tutt'altro che rispettoso di idee, valori e convinzioni... e che suscita una profonda perplessità sul rapporto che c'è tra questo giornale e il Pd, attuale e futuro... Ci sono temi più interessanti per approfondire il dibattito pre-congressuale, per esempio il ruolo della religione nello spazio pubblico! Indubbiamente le pagine sullo "sbattezzo" appaiono una vera e propria caduta di tono, ben poco in continuità con la tradizione dell'Unità, che in altri momenti ha cercato un dialogo efficace con il pensiero e la tradizione cattolica. Ci auguriamo che questo tema non venga rapidamente derubricato invocando la laicità... in questo caso una laicità non solo e non tanto anticlericale, quanto atea e agnostica... Cordialmente Paola Binetti, Luigi Bobba, Marco Calgaro, Enzo Carra, Pierluigi Castagnetti, Paolo Corsini, Rosa De Pasquale, Letizia De Torre, Lino Duilio, Enrico Farinone, Giorgio Merlo, Donato Mosella, Nicodemo Oliverio, Iean Leonard Touadì, Andrea Sarubbi. La direzione del giornale condivide pienamente la premessa politica di questa lettera. Siamo certi che i suoi autori, come tutti i nostri lettori, hanno ben chiara la differenza che esiste tra gli editoriali, gli articoli, le inchieste - tutto ciò che costituisce l'apparato di informazione che L'Unità offre - e una striscia satirica. Teniamo a chiarire che non c'è alcuna «insistenza». Dall'inizio di luglio l'Unità Estate pubblica dei fumetti in dodici puntate realizzati da una casa editrice, «Becco Giallo», molto apprezzata dai lettori, specie dai più giovani tra loro. Proprio oggi pubblichiamo l'ultima puntata de «Lo sbattezzo». Un racconto che non ha toni grevi ma, eventualmente, ironici e paradossali. Abbiamo già pubblicato la storia a fumetti di Peppino Impastato, stiamo per pubblicare il racconto della vita della giovane libanese Zeina. Seguiranno Tien An Men e la vita di Fabrizio De Andrè. Ringraziamo gli autori della lettera, della quale apprezziamo lo spirito costruttivo, per il contributo che hanno voluto dare alla riflessione sul nostro giornale.