DISPOSIZIONI PER L'ACCESSO ALLA PSICOTERAPIA.

In data 16 gennaio sono stati discussi, presso la XII Commissione della Camera (Affari Sociali) alcuni emendamenti relativi al progetto di Legge Disposizioni per l'accesso alla psicoterapia, presentate dai Deputati Cancrini, Di Virgilio, Giulio Conti e Meloni.  Il punto della discussione si è focalizzato sulla circostanza che secondo chi ha presentato gli emendamenti, è necessaria una estensione delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale al trattamento psicoterapeutico, che non dovrebbe rimanere riservato ai soli cittadini che possano permetterselo a proprie spese. Tale opinione ha naturalmente sollevato le opposizioni dei rappresentanti di medici e psicologi, talora veementi ed aspre, con le quali la commissione auspica di procedere ad un confronto - formale od informale - ai fini di  approfondire senza rigidità e pregiudiziali la materia in oggetto, pur tuttavia senza pregiudicare lo scopo finale del provvedimento, cioè l'offerta ai cittadini di un servizio di psicoterapia qualificato ed utile.  Nel corso della discussione, fra gli altri, è stato approvato il seguente emendamenti al progetto di legge:

All'articolo 2, comma 4, sostituire le parole da: o, quando la ASL fino alla fine del periodo con il seguente: «Nel caso in cui tali presidi non possano provvedere direttamente a soddisfare le richieste, i medesimi si avvalgono di professionisti iscritti nell'elenco di cui all'articolo 3 o di strutture private accreditate.»

La modifica del secondo emendamento rispetto alla sua proposta originaria è derivata da una costruttiva discussione in commissione, in cui Marco Calgaro ha preventivamente avanzato una perplessità sulla previsione recata dall'emendamento in esame, in quanto con la formulazione precedente le regioni correvano il rischio di dirottare nelle strutture private i cittadini che richiedevano il trattamento psicoterapeutico, creando così un sistema non omogeneo a livello nazionale. Infatti, anche nel caso che il sistema delle procedure rimanesse comunque uniforme e omogeneo per tutte le regioni sulla base delle restanti previsioni del testo in esame, .non tutte le regioni avrebbero risorse sufficienti e pertanto non sarebbe stato agevole reperire i fondi necessari alle strutture che offrono trattamenti psicoterapeutici. Altro punto di discussione rilevante è nato da un altro emendamento di particolare rilievo in quanto attiene alla possibilità o meno per gli psicoterapeuti convenzionati di rilasciare certificazioni ai cittadini ai fini dell'astensione dal lavoro. Il Presidente della commissione, Mimmo Lucà, si è chiesto se attualmente tale possibilità sia accordata ad uno specialista medico convenzionato.

Marco Calgaro ha al riguardo osservato che la possibilità ipotizzata dal presidente opera solo nei casi di ricovero ospedaliero, mentre in tutti gli altri casi soltanto il medico di famiglia può rilasciare la certificazione in oggetto. In seguito a riserve espresse da altri membri della commissione, l'emendamento è stato per il momento accantonato.

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