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Credo di poter affermare senza retorica e senza esagerazioni che la sua capacità di seminare, di far crescere le persone, di formarle non necessariamente per il momento "magico" dell'incontro, piuttosto per il "dopo", non abbia eguali in Italia. Andreatta sapeva "dare" e "darsi", pur nella riservatezza estrema del suo privato. Anzi, proprio il pudore dei sentimenti che in lui si avvertiva, insieme all'urgenza dello scambio profondo, faceva sì che il colloquio si mantenesse su un crinale particolarissimo, intellettuale eppure non freddo, dotato di confini eppure appagante. Andreatta guardava al futuro. Per questo era autenticamente "politico" (leggi l'articolo allegato).
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| EUROPA(19-02-08).pdf | 209.93 KB |