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Non sono un "morgandiano doc" eppure ho convintamene votato per lui come segretario regionale. Non sono un "chiampariniano doc" eppure sono stato (e lo rivendico con orgoglio) suo vicesindaco nel quinquennio olimpico e lo considero uno dei migliori sindaci che la città abbia avuto. Non sono un "salziano doc" ma penso che Enrico Salza abbia giocato un ruolo fondamentale e positivo per il risveglio della città negli anni bui. Non sono un fedelissimo di Valentino Castellani ma penso che il rinascimento torinese sia iniziato con alcune sue scelte di grande lungimiranza e di rottura col passato (a cominciare dal piano strategico di sviluppo e "Torino Internazionale")...
In merito alle polemiche di questi giorni, la cui amplificazione eccessiva ritengo almeno parzialmente ferragostana, mi piacerebbe, però, porre alcuni interrogativi al Sistema Torino e al PD.
E' possibile pensare e dichiarare che si hanno grossi dubbi su come è stata gestita e portata a termine l'operazione Intesa - San Paolo, senza essere immediatamente classificati come nemici di Enrico Salza? Si può pensare che la scelta di Chiamparino di schierarsi in modo totalmente acritico con Veltroni alle primarie abbia rappresentato un errore per lui e una delusione per quanti sono convinti che la sua modalità di amministrare la città e di riflettere sul Nord del Paese fosse antitetica al "veltronismo" e andasse in qualche modo rappresentata nel PD? Si può legittimamente voler aprire un dibattito sulle modalità con cui uscire dalla situazione di grande indebitamento della città o sul suo futuro urbanistico senza essere tacciati di essere "nemici di Chiamparino"? E' possibile sostenere che se negli ultimi anni si è perso un ampio consenso nelle Province piemontesi extra-Torino e che se alcune scelte languono da 6-7 anni in un ridicolo alternarsi di soluzioni contrastanti (come il Parco Torinese delle Salute), allora vuol dire che in Regione è il caso di rimboccarsi le maniche e dare una sterzata se non si vuole andare incontro a sconfitta certa, senza per questo essere immediatamente indagati quali "avversari" di Mercedes Bresso?
E infine, è possibile essere convinti che se di tutti questi problemi non si discute, nel merito e coinvolgendo la base, all'interno del Partito Democratico, allora è probabile ci sia anche una colpa attribuibile ai vertici del partito, senza per questo dover vedere scritto sui giornali che si è nemici giurati di Gianfranco Morgando e che è in corso una faida all'interno degli ex-Margherita o ex-PPI?
La città di Torino e il Piemonte hanno fatto notevoli passi avanti negli ultimi anni, e chi le ha guidate può esserne orgoglioso, ma non hanno ancora concluso il percorso che porta da una situazione di crisi e decadenza ad una di nuovo sviluppo e di serena speranza in un futuro migliore. Per farlo bisogna che tutti insieme sappiamo metterci in discussione e verificare criticamente le scelte fatte, proporre nuovi obbiettivi, coinvolgere forze giovani, aprire ed ampliare la classe dirigente della città...condizione indispensabile per riuscirci è che nessuno si senta intoccabile e tutti partecipiamo serenamente al dibattito.
E' su questo percorso e sulle decisioni e sui progetti che da questo scaturiranno che si vedrà se il Partito Democratico e i suoi leader, anche quelli momentaneamente impegnati nelle istituzioni, hanno un futuro oppure no.
Marco Calgaro
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