"QUEI RICORSI ANTI-BINETTI ERANO IRRICEVIBILI".

È sorprendente che la commissione di garanzia nonostante la netta presa di posizione del segretario del partito, abbia ritenuto di non dichiarare irricevibili le denunce a carico» di Paola Binetti. Lo afferma Pierluigi Castagnetti del Pd, commentando, il giorno dopo, la procedura adottata dall'organo del partito su alcuni ricorsi per considerazioni fatte dalla Binetti sull'omosessualità. L'ex segretario del Ppi ritorna sul tema perché non gli va di «sottovalutare la gravità di un dibattito 'disciplinare' intorno a una opinione espressa da un socio del partito». «La libertà di pensiero e di espressione - argomenta - è così apodittica e indiscutibile che trovo sorprendente anche solo il fatto che la commissione abbia ritenuto di dover precisare di non poter procedere 'perché l'ordinamento non lo prevede'. L'ordinamento non lo prevede semplicemente perché non può - in linea di principio ­prevederlo». Anche Luigi Bobba e Marco Calgaro si dicono «stupefatti» che la commissione «abbia ritenuto di dover esaminare le segnalazioni e i ricorsi» riguardanti la Binetti (...).

Secondo i due deputati del Pd i ricorsi dovevano essere «dichiarati irricevibili», perché nel partito «non esiste certo il reato d'opinione». Ma i commenti negativi non si fermano all'ambito del Pd. In una lettera alla Binetti, il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, e Savino Pezzotta esprimono «solidarietà» e «forti preoccupazioni». «Non possiamo non evidenziare - scrivono - che quando una parlamentare possa essere messa sotto accusa e sottoposta a giudizio del suo partito solo per avere espresso il suo parere su una norma della Chiesa Cattolica, rappresenti un evento preoccupante». I due esponenti dell'Unione di centro ricordano di aver sempre «contrastato ogni atteggiamento di discriminazione»; li preoccupa «però la possibilità che si possano creare nel nostro Paese situazioni e condizioni che possano inibire la libertà di espressione e che, surrettiziamente, si possa introdurre il reato di opinione». «Oggi si viene denunciati nel partito - concludono -, ma sorge il dubbio che se si introduce il reato di omofobia così come strutturato nella proposta di legge in discussione alla Camera ­commissione Giustizia - , si potrebbe essere denunciati ad un tribunale vero e proprio». Castagnetti, Bobba e Calgaro «sorpresi» che i garanti del Pd abbiano valutato gli esposti Cesa e Pezzotta: Udc solidale

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