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«Credo si debba riflettere sul modello Trento». Sì, al "modello Trentino" Enrico Letta ci ha creduto da sempre. Anzi, di più. Del "modello Trentino" si può ben dire che il ministro ombra per il welfare è stato il principale teorico, nel Pd. Molto legato al presidente della provincia, che lo aveva sostenuto alle primarie del 14 ottobre, Letta ieri ha festeggiato a Trento con Lorenzo Dellai il successo dell'alleanza incardinata su Pd e Upt alleate con l'Udc. «Cioè l'unico modello - è la sua tesi - con cui possiamo vincere anche a livello nazionale».
Perché Letta, quali caratteristiche vincenti avrebbe?«Direi che ci sono quattro fondamentali ingredienti in questo risultato: primo, un partito territoriale; secondo, un profilo moderato; terzo, l'elemento strutturale dell'alleanza con l'Udc; quarto, un Pd che aggrega»."Un Pd che aggrega" in che senso?«Nel senso che lì il Pd ha agito per facilitare il complesso di questo processo. Ha operato per arrivare al traguardo di una conformazione più larga di alleanza politica che è stata in grado di raggiungere una percentuale enorme: il 57 per cento. È un risultato veramente straordinario, al di là delle più rosee aspettative. E su questi ingredienti fondamentali che hanno reso vincente questa operazione io credo che dobbiamo riflettere come Pd a livello nazionale».Lo dice anche Rutelli. Ma, le obietto, non c'è uno specifico Trentino per cui questo modello è difficilmente esportabile? Una diverse storia dei partiti?«La risposta è sì, nel senso che c'è una particolarità molto evidente e quindi bisogna stare attenti a non forzare. Ma non si può neppure non vedere l'ampiezza del risultato e il momento specifico in cui lo si consegue».Cioè?«Questo è un bis del voto del 2003 quando però la condizione era completamente differente: era il periodo in cui l'Ulivo mieteva vittorie su vittorie a livello amministrativo nella fase più bassa, in termini di consenso, del governo Berlusconi. Adesso invece dovremmo essere nel momento ?alto? per l'attuale maggioranza: quindi il successo c'è per la forza con cui si è imposto un modello vincente, nonostante le particolarità del trentino, che pure ci sono tutte. Nel senso che l'accordo con l'Udc è stato facilitato dal fatto delle tradizioni trentine, ma?»Ma?«Ma va anche detto che questa geografia politica particolare è figlia di scelte precise di Dellai, non è un prodotto locale casuale. Dellai ha impersonificato quest'idea che è, secondo me, l'altro grande tema che sta dentro questo voto: l'idea della risposta del centrosinistra alla Lega».Si spieghi meglio.«Alla fine è l'Upt messa in campo da Dellai che ci indica il vero elemento su cui riflettere: quel 18 per cento è un dato impressionante ed è la risposta del centrosinistra alla Lega. È la risposta alla necessità di radicamento sul territorio, ad una interpretazione dell'autonomia declinata in modo dinamico, sempre aperto, mai chiuso».La ricetta quindi è la federalizzazione?«Ho l'impressione che sia complicato immaginare di vincere in Friuli, in Veneto o in Lombardia se non accentui questa caratteristica territoriale».Un'impostazione che vale solo per il nord?«Non solo, io credo all'idea di un partito che sa unire una marcata identità nazionale con la capacità di essere un sarto che tesse un vestito su misura per ogni territorio».
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| Europa(11-11-08)LETTA.pdf | 92.62 KB |