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Si gioca a carte scoperte nel Pd, ormai, e mentre la nave veltroniana fa acqua da più parti, al vertice nessuno dello staff pensa a tappare le falle: il segretario va avanti nella sua strategia, senza cambiare la rotta. L'obiettivo resta Silvio Berlusconi, con le risposte del governo alla crisi italiana. Intanto, però, le indiscrezioni dei giorni passati sulla corsa alla leadership del Pd vengono alla luce. Si parla sempre di Enrico Letta, Nicola Zingaretti, Pierluigi Bersani, o anche Gianni Cuperlo. I diretti interessati tacciono, ma Anna Finocchiaro non si nasconde e per la prossima corsa alla segreteria non si tira indietro. Resta da sapere quando la corsa si farà.
Di certo, il segretario piddì è assediato da una serie di problemi, difficili da gestire. Dall'insoluta vicenda Vigilanza Rai, alla scelta imminente sulla collocazione europea, ai rapporti con il sindacato. Ai tanti problemi del partito a livello locale, con le primarie giovanili che si bloccano in varie città d'Italia, per le denunce di irregolarità. Ma Veltroni tira dritto. Ieri però è stato anticipato un articolo sul settimanale 'Panorama', che pubblicherà i nomi di quanti corrono per la successione. «Non ne so nulla... », si schermisce Enrico Letta, uno dei più accreditati quarantenni. «Macchè studiare da segretario... Io svolgo il mio lavoro di ministro ombra con il massimo dell'impegno». La capogruppo al Senato, invece, non nega la possibilità di partecipare alla sfida. «Non lo so se lo farò, ma non escludo che lo faccia», replica. Non ci sono riferimenti a date o scadenze imminenti, ma per Marina Sereni è quanto basta per partire alla carica: «Non mi pare che ci sia all'ordine del giorno il cambio della leadership. C'è una discussione che si farà nella direzione del 19 dicembre anzi, per rilanciare l'azione del Pd». E il 19 sicuramente sarà un appuntamento importante, perché per quella data il segretario dovrebbe sciogliere il nodo dell'ingresso o meno nel Pse. Ieri un gruppo di parlamentari piemontesi, tra i quali Bobba, Vernetti e Calgaro, ha firmato un ultimatum, in cui minaccia di uscire dal partito se si dovesse optare per il gruppo socialista, a Strasburgo. Si tratta di ex dl, in linea con quanto detto da Francesco Ru- telli e dagli ex ppi: «Serve un gruppo nuovo», insiste Giorgio Merlo, un altro dei firmatari. Su questo concordano anche diversi ex ds, come Finocchiaro. Ma intanto gli ex ds saranno a Madrid ( Veltroni compreso) l'1 e il 2 dicembre al vertice del Pse, mentre il 5 dicembre gli ex dl saranno a Bruxelles al congresso del Pde. E prima di quella data qualche altra divisione si sarà consumata in piazza, accanto alla Cgil. Sfileranno il 14 con Epifani diversi esponenti, quasi tutti ancora una volta provenienti dalla Quercia. Mentre la nave fa acqua, Veltroni continua ad attaccare Berlusconi. «O il governo vuole con noi un rapporto chiaro e nitido, come sta avvenendo in tutti i Paesi europei, o se continua con i toni degli ultimi mesi si assuma pienamente le sue responsabilità».
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