CASO ENGLARO: "SI CHIAMINO LE COSE CON IL LORO NOME: STIAMO PARLANDO DI EUTANASIA".

"Quanto la Presidente Mercedes Bresso afferma sul rispetto delle sentenze e sullo stato di diritto è assolutamente vero, ma, al tempo stesso, è pienamente rispettoso della sentenza il fatto che gli operatori sanitari facciano obiezione di coscienza a fronte della richiesta di sospendere alimentazione ed idratazione ad Eluana.
Siamo convinti che il fatto che molte strutture sanitarie, anche pubbliche, rifiutino di porre in atto questa decisione non è solo dovuto agli strali del Ministro Sacconi, ma anche al fatto che qualunque operatore sanitario sa bene che lo stato di Eluana Englaro (stato vegetativo persistente) è quello di un coma vigile, una situazione nella quale il soggetto conserva il ritmo sonno-veglia, conserva la maggior parte dei riflessi, respira spontaneamente...insomma una situazione in nessun modo assimilabile al fine vita, al coma profondo o alla morte cerebrale.
La sospensione di idratazione ed alimentazione ha di fatto come conseguenza la morte lenta per fame e per sete (una morte cui è brutto assistere anche quando il soggetto non è cosciente).
Si abbia il coraggio di chiamare le cose con il loro nome: stiamo parlando di eutanasia. E si sia allora coerenti: chi è d'accordo (noi non siamo tra questi) chieda che venga praticata in un modo più dignitoso e caritatevole che non con la morte per fame e per sete". 

Luigi BOBBA, Deputato PD
Marco CALGARO, Deputato PD
Mimmo PORTAS, Indipendente - Moderati

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