ENRICO LETTA: "ORA DOBBIAMO VOLTARE PAGINA, QUESTO CENTROSINISTRA E' FINITO".

Onorevole Letta, Veltroni si è dimesso. E adesso che succede nel Pd?
«Adesso la priorità è pensare ai 5 mila candidati sindaci che abbiamo in tutta Italia e alle decina di migliaia di amministratori e militanti che si stanno preparando alle elezioni amministrative. Questo è un momento drammatico in cui bisogna evitare che si diffonda un´atmosfera da 8 settembre: c´è bisogno di senso di responsabilità da parte di tutti. Anche perché nel territorio c´è l´aspettativa che il Pd, nonostante le difficoltà, riesca ad ottenere un buon risultato. Perché abbiamo persone che sono forti, radicate nel territorio, convincenti. Sono buoni amministratori».

Però qualcuno il partito lo deve governare. Che fare?«L´Assemblea costituente deve convocare subito il congresso. Va fatto il più presto possibile, anche prima delle elezioni se riusciamo a cambiare le regole dello statuto che purtroppo richiedono almeno tre mesi per svolgere tutto l´iter congressuale. Altrimenti convochiamolo per il giorno subito dopo le elezioni. Non possiamo perdere tempo». Un congresso l´8 giugno? «Se partissimo ora lo svolgeremmo in piena campagna elettorale. Dico che va convocato subito per farlo iniziare l´8 giugno. Contestualmente l´Assemblea costituente deve dare mandato ad una persona di gestire il partito fino al congresso. Un congresso che affronti i problemi strutturali del partito. Perché non è solo questione di un segretario o di un altro».Circola il nome di Dario Franceschini?«E´ una scelta che deve prendere l´Assemblea. E dico sì a Franceschini. A patto che sia una scelta condivisa da tutti».Veltroni ha fatto bene a dimettersi?«E´ un gesto che giudico comprensibile e che chiude 15 anni di politica del centrosinistra in Italia. Chiude il centrosinistra come lo abbiamo conosciuto in questo periodo».E come lo immagina il nuovo centrosinistra italiano?«Come qualcosa che superi gli errori che abbiamo fatto in questi anni e mandi chiaramente agli italiani il messaggio che abbiamo l´ambizione di tornare a governare. E quindi ci dobbiamo porre il problema dei programmi e delle alleanze. Nuovi programmi e nuove alleanze per non rimanere minoranza per sempre. Berlusconi e il Pdl sono diventati più attraenti per l´elettorato moderato e noi rischiamo di restare minoranza per sempre. Bisogna voltare pagina».Nuove alleanze. Pensa all´Udc?«Mi limito solo a ricordare che in un anno abbiamo perso in Friuli, Abruzzo e Sardegna. E abbiamo vinto in Trentino... «.Dove c´era l´alleanza con l´Udc...«Non è un caso che quella fosse l´unica regione dove c´era l´alleanza con l´Udc. Io dico sì all´alleanza con l´Udc per competere nella conquista dell´elettorato moderato. Questo non vuol dire che noi dobbiamo delegare a Casini questo compito; anche noi dobbiamo lavorare per conquistare quell´elettorato».Qualcuno potrebbe obiettare che nel Pd manca un profilo laico...«Non voglio sottovalutare la bioetica, ma penso che oggi dobbiamo concentrarci molto sulle risposte alla crisi economica. Per il resto sarebbe sbagliato interiorizzare lo schema spagnolo di rapporto fra Chiesa e politica. Dobbiamo lavorare per evitare la deriva spagnola con a sinistra gli anticlericali e a destra i clericali. Dobbiamo lavorare per vivere le questioni più difficili e delicate senza spirito di crociata. Il Pd non può essere appiattito né sulle posizioni di Marino ne su quelle della Binetti».Un´ultima cosa: gira la parola scissione...«Quando parlo di 8 settembre penso anche a questo. Ma adesso è il momento della responsabilità».

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