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Non la solita sinistra che rema contro e neppure il centrodestra che non ne perdona una a Chiamparino. A bloccare la fusione fra Gtt e Atm è l'ex teodem ed ex vicesindaco Marco Calgaro, parlamentare Pd in quota Letta, chirurgo, padre di tre figli, che per la verità non ha mai fatto mistero delle sue perplessità sull'alleanza tra Torino e Milano.
Già nell'estate scorsa insieme con il deputato Stefano Esposito, Pd pure lui, aveva contestato l'accordo che si andava delineando fra Palazzo Marino e Palazzo Civico. Cos'è cambiato da allora?
«Nulla, ed è per questo che ho detto all'amico Chiamparino che per quanto mi riguardava se andava a Milano a sottoscrivere l'accordo con la Moratti, lo faceva senza il mio mandato, e che quando la fusione fosse arrivata in Consiglio comunale avrei votato contro».
Perché?«Perché come temevo il documento che avrebbe dovuto firmarsi domattina (oggi, ndr) prefigura un accordo a perdere per la città, ci priva del controllo del trasporto pubblico locale».E' così importante?«Certo che lo è. Perché è grave che Intesa-Sanpaolo graviti sostanzialmente su Milano? Perché il potere della banca ora è in Lombardia e lo stesso accadrà con il trasporto pubblico. Così com'è strutturata la fusione è evidente che quando si cercherà un partner privato, perché questo accadrà, Milano si muoverà e tratterà senza tenere conto di Torino e potrà farlo perché glielo permetterà l'accordo che stavamo andando a firmare».Va bene, ma lei quali proposte alternative ha?«Proviamo prima ad esplorare alleanze a livello regionale, diventiamo più forti e solo a quel punto cerchiamo un partner come Milano».Ma cosa c'è che non le piace nell'accordo con l'Atm milanese?«Un sacco di cose. Ma le sembra normale che loro possano tenersi l'amministratore delegato per sei anni? E' un tempo enorme che permetterà loro di smontare e rimontare l'azienda a piacimento. Si fosse almeno fatto come Iride...»Che intende dire?«Che lì eravamo noi i giganti e abbiamo fatto un accordo veramente paritetico con Genova. Qui, che sono gli altri i grossi, ci stiamo facendo mangiare. Insomma, stupidi come elefanti e stupidi come topolini»La sua posizione si sposa con quella di altri contestatori della fusione, compresi leader del Pd come il presidente del consiglio regionale, Davide Gariglio, e il leader di «Sinistra per» Stefano Esposito: sembra una manovra contro il sindaco, è così?«Non c'è alcun problema politico e nella riunione con il sindaco si sono levate perplessità da altri consiglieri Pd, compreso il capogruppo Giorgis che ha avuto l'incarico di comunicare al sindaco la mia, e non solo la mia, posizione critica».
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| Stampa(20-02-09)CALGARO.pdf | 124.29 KB |