ENRICO LETTA: "SI' A NUOVE REGOLE MA SOLO PER I TRASPORTI PUBBLICI".

Enrico Letta, responsabile del welfare per il Pd, chiede che il governo convochi un tavolo con le parti sociali. «Siamo pronti a discuterne, e lo stesso vale per CGIL, CISL e UIL». A partire da un punto: «Questa non è l'avanguardia di una crociata contro il generale diritto di sciopero: se il governo si mettesse su questa strada, andrebbe poco lontano». E ad alcune condizioni.
Prima condizione?
«Che si discuta solo ed esclusivamente di un servizio pubblico essenziale com'è quello dei trasporti. Le regole non possono essere generali, devono riguardare un settore specifico: questa discussione non può in alcun modo venire traslata sul resto del mondo del lavoro».

Che altro?«La concertazione è fondamentale. Si sta discutendo della possibilità di scioperare solo se si rappresenta il 51% dei lavoratori, o se la maggioranza di loro è favorevole. Ogni possibile soluzione deve comunque trovare l'assensi di tutte le parti».Il ministro Sacconi pensa ad un 'disegno di legge contenente deleghe': è d'accordo?«Dipende dal peso delle deleghe. Se diventassero lo strumento principale, non sarebbe la strada giusta. La possibilità di discutere e intervenire, tanto più su una materia così rilevante, deve essere una priorità. Non è una questione di metodo, diventa un'essenziale questione di merito».L'esigenza di regolamentare lo sciopero comunque la condivide.«Questo è certo. Anche CGIL, CISL e UIL ragionano da tempo sulla necessità di nuove norme in un settore così delicato. Non è pensabile che una qualunque sigla minoritaria possa tenere ij pugno la collettività, si va in contrasto con il diritto dei cittadini alla mobilità. In quest'ottica, può avere senso anche lo sciopero virtuale».Non teme che il sindacato possa perdere potere contrattuale?«La stagione dell'Orsa ha fatto solo danni al sindacato. Dobbiamo rafforzare il sindacato confederale, e non le rappresentanze minoritarie, con una regolamentazione che porti una ventata maggioritaria».Ventata maggioritaria?«Intendo dire che lo sciopero si può fare se la maggioranza è d'accordo, fermo restando che gli strumenti per le valutazioni sono tutti da definire. Il principio guida è che nei trasporti pubblici essenziali non possa essere il pilota a decidere se l'aereo vola o se resta a terra».Non le sembra di poter leggere nella proposta Sacconi un'ulteriore pressione sul sindacato, un'altra mina all'unità? La CGIL sarà anche d'accordo a discuterne, ma Epifani ha messo in guardia il governo dalle forzature.«All'interno della maggioranza, registro che Bossi e Fini dicono cose molto simili a quelle che diciamo noi. La logica siamo pro o contro il diritto di sciopero non aiuta, se vogliamo far marciare la necessaria regolamentazione dobbiamo uscirne. Questa non è l'avanguardia di una crociata contro il diritto di sciopero. Su questa strada, il governo andrebbe poco lontano».

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