Rassegna stampa

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NOI TEODEM E l'AYATOLLAH

Egregi,

Vi invitiamo a visionare l'articolo di Luigi Bobba e Marco Calgaro recentemente apparso su EUROPA.

Buona lettura 

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ENRICO LETTA: "INGENEROSO, STA PICCONANDO IL PD".

Onorevole Letta, Rutelli se ne va dal Pd e dice che il vostro partito è come il Pds. A suo giudizio lo dimostrano le file organizzate di pensionati Cgil alle primarie. «Sono rimasto abbastanza allibito di fronte a quelle frasi. Gasparri e Cicchitto hanno commentato le primarie del Pd con le stesse parole. Trovo che questo sia un atteggiamento ingeneroso nei confronti dei 3 milioni di italiani appassionati di politica che hanno votato alle primarie». Rutelli ha detto anche che il Pd è un Pds con molti indipendenti di centrosinistra. «Già: è stato ingeneroso anche nei confronti di Franceschini che alle primarie ha preso un milione di voti su tre, oltre che nei riguardi di Rosy Bindi e del sottoscritto che alle primarie precedenti, quelle di Veltroni, prendemmo insieme il 25 per cento. Si sta parlando di tre persone che ci hanno messo la faccia, che hanno rischiato e preso voti. Insomma, io rispetto profondamente la decisione di Rutelli ma non condivido le argomentazioni e la tempistica che ha seguito per andarsene».

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CATTOLICI: IPSOS; ASTENSIONE 39%,PDL PER PRIMA VOLTA IN CALO.

L'elettorato cattolico 'sta attraversando una fase di smarrimento e di disorientamento' che si e' tradotto in un forte aumento dell'astensionismo alle Europee del giugno scorso, quando il 39,1% degli elettori cattolici e' rimasto a casa. E per la prima volta il centrodestra deve registrare un forte calo di consensi da aprile a luglio scorso. E' quanto emerge dalla ricerca 'I cattolici dopo le elezioni del 2009' condotta dall'Ipsos di Nando Pagnoncelli e presentata nel corso di un seminario dell'associazione 'Persone e Reti', di Luigi Bobba.

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LETTA: "DIAMO UNA SPONDA A FINI CONTRO IL PREMIER".

«È in corso uno scontro istituzionale molto grave. Il Pd non può semplicemente assistere dell'esterno, come uno spettatore». Perché altrimenti, dice Enrico Letta, «nella nuova fase che si apre rischiamo di farci trovare ai margini del sistema politico».
Nuova fase?
« È evidente che siamo all'imbrunire del Berlusconismo. Può anche volerci ancora un tempo lungo, ma è chiaro a tutti che il 'dopo' comincia adesso. E noi dobbiamo essere tra quelli che riescono a giocare la partita al centro della scena, per riuscire a trasformare il Pd da opposizione ad alternativa di governo».
Le prime mosse?
«Serve un Pd più forte e poi dobbiamo lavorare per costruire un rapporto con l'UDC e nell'immediato offrire una sponda istituzionale a Fini».

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BERTA: "RIFORMARE LE RELAZIONI INDUSTRIALI".

Come avviene spesso nell'imminenza della ripresa, ci sono segnali di movimento sulla scena sindacale. Ma quest'anno i problemi delle relazioni fra confederazioni del lavoro, governo e imprese assumono un rilievo diverso, caricandosi di interrogativi. Anzitutto, restano da fronteggiare le conseguenze della crisi, di cui non sappiamo ancora misurare per intero l'estensione. Se è fondato quanto scrive l'Economist nel suo ultimo fascicolo, mentre Francia e Germania stanno cominciando a vedere la fine della recessione, Italia e Spagna arrancano ancora nel mezzo dei loro guai. Dunque, stando così le cose, è probabile che nell'immediato futuro continueremo a parlare molto di ammortizzatori sociali, per lenire gli effetti di una crisi che sta mettendo a dura prova la capacità di resistenza di un sistema industriale vasto e frammentato.

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GIUSEPPE BERTA: "NON ABBIAMO TOCCATO IL FONDO".

I numeri diffusi ieri dall'Istat sulla nostra produzione industriale hanno l'effetto di una gelata sulle aspettative che, pur timidamente, erano state adombrate sull'andamento della crisi e sulle sue ripercussioni per l'economia italiana.
Le cifre ci dicono non soltanto che l'urto della crisi globale sulle attività produttive non si è attenuato, ma che non possiamo ancora prevedere il momento in cui sarà possibile cogliere i segnali della ripresa.

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15 DEPUTATI PD A L'UNITA': LO "SBATTEZZO" CREA DISAGIO.

Non c'è dubbio che l'attuale clima politico e culturale è piuttosto complesso e il Pd sta cercando varie strade per costruire spazi positivi di confronto tra culture, storie e tradizioni diverse. Ne fanno fede gli sforzi che caratterizzano gli incontri pubblici e le interviste che rilasciano gli attuali competitors alla carica di segretario del partito tra poche settimane e probabilmente alla carica di premier tra pochi anni. Le differenze ci sono, emergono con facilità a proposito di molte questioni, non solo di quelle cosiddette eticamente sensibili, ma i messaggi di risposta che arrivano sono sempre impostati a rassicurare, a garantire rispetto per tutte le posizioni, a sottolineare la libertà di coscienza di tutti, anche se ogni tanto qualcuno invoca una sorta di corto circuito tra posizione prevalente e posizione ufficiale del partito...

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TROPPA PSICANALISI SUL CAPITALISMO.

Per interpretare il modello di capitalismo che si è configurato negli ultimi due decenni del Novecento e si è fondato sulla dilatazione dei confini dell'economia internazionale lo si pone convenzionalmente in contrasto con quello precedente, uscito dalla Seconda guerra mondiale. Si rappresenta dunque spesso, per convenzione, il primo come la conseguenza della destrutturazione del secondo: laddove le economie erano ancora prevalentemente chiuse entro le frontiere nazionali, è subentrato un processo di crescita basato sull'abbattimento delle frontiere. Dove esistevano precisi sistemi di regole codificate è sopraggiunta una tendenza radicale alla deregolamentazione. In sostanza, a un ordine economico incardinato su istituzioni che prevedevano una disciplina dei codici di comportamento si sarebbe sostituita una condizione generalizzata di liberalizzazione dei rapporti economici.|

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ENRICO LETTA: "NEL 2010 L'ALLEANZA PD-UDC ANCHE LELLE REGIONI ROSSE".

L'altra volta partecipò al congresso-celebrazione con un ruolo assegnato, quasi da sparring partner. Stavolta Enrico Letta è in prima fila, accanto a quel Pierluigi Bersani con il quale ha sempre registrato una particolare sintonia. Ma ora è battaglia vera. «È la vera partenza del Pd. Quella precedente è stata una falsa partenza. I gruppi dirigenti di Ds e Margherita si erano messi d'accordo su un candidato unitario, e poi è più facile costruire un nuovo partito stando all'opposizione che stando al governo. Possiamo lavorare sul lungo periodo».

Il segretario Dario Franceschini dice che con Bersani finirebbe il bipolarismo. Si sente così poco bipolare?
«Trovo sbagliato quell'argomento e trovo sbagliato che il segretario caricaturizzi così le posizioni del suo principale concorrente. Semplicemente perché non è vero che la linea di Bersani sia quella di tornare alla prima repubblica. Vogliamo solo un partito che all'interno di un sistema bipolare costruisca delle alleanze».

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ENRICO LETTA: "A OTTOBRE LA NOSTRA ULTIMA CHANCE. IL PD PUO' VINCERE SOLO CON L'UDC".

«Io con il candidato in continuità col Pci-Pds-ds? Ma se Cofferati dice che appoggia Franceschini perché è più di sinistra di Bersani!». Enrico Letta non ha dubbi: «Bersani parte dalla discontinuità con questi 20 mesi, dopo due sconfitte non vedo come si possa fare diversamente».
Perché non si è candidato?
«Non era il momento della testimonianza. Questo congresso è l'ultima occasione per il Pd. Abbiamo toccato il fondo, quel 26% non è sotto il fondo solo per la festa di Casoria che ha limitato la nostra emorragia e tolto voti al premier».

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