Rassegna stampa

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CON GM FINISCE UN GRANDE CAPITOLO DEL NOVECENTO.

La procedura di fallimento concordato per la General Motors pone fine a uno dei più grandi capitoli della storia industriale americana del Novecento. La Gm ha dominato la scena economica Usa per quasi ottant'anni, con un primato dell'industria automobilistica che ha sancito l'egemonia americana nel settore su scala globale. Non solo: la Gm è stata il modello della grande impresa per buona parte del secolo scorso.

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GIUSEPPE BERTA: "STA NASCENDO UN NUOVO MODELLO PRODUTTIVO".

"Il caso Opel è uno dei passaggi della rivoluzione epocale che sta vivendo il settore dell'auto. A cento anni dalla nascita della Ford T, prima auto di massa, e della catena di montaggio, l'auto entra in un nuovo mondo. Il modello di riferimento - sia come prodotto che come sistema produttivo - forse non sarà più americano o giapponese ma magari cinese o indiano con auto più semplici più sobrie e meno costose". E' l'analisi di Giuseppe Berta, torinese, professore di storia dell'industria alla Bocconi.

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GIUSEPPE BERTA: "TRE PAESI, TRE REGOLE DIVERSE L'INEDITO SINDACALE DI SUPER FIAT".

Sergio Marchionne deve risolvere un problema per volta, e il primo che ha davanti è conquistare la Opel. Ma dopo, se davvero nascerà il gruppo a tre teste, Germania - Stati Uniti - Italia, si porrà il problema del rapporto con i sindacati. Tra pochi mesi, se il colosso automobilistico globale dovesse effettivamente nascere, Marchionne si troverebbe con una situazione inedita.

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ENRICO LETTA: "SMETTIAMOLA DI ESSERE PUDICI E INCHIODIAMOLO".

Berlusconi dice che io e Rutelli ce ne stiamo per andare dal Pd? È un segnale interessante. È una mossa disperata, di una persona non serena: dimostra che, nonostante il trionfalismo dei sondaggi, la partita delle europee non è affatto chiusa. Berlusconi è in preda al nervosismo, perché la vicenda Noemi gli sta sfuggendo di mano». Enrico Letta sorride del premier che lo dà in uscita verso l'Udc: «Stupidaggini, non ho nessuna intenzione di andare nell'Udc. L'ho già detto e lo ripeto. Berlusconi sta sparando all'impazzata, dalla riduzione dei parlamentari fino a queste storielle su di me: è palese il tentativo di depistaggio per distogliere l'opinione pubblica dal caso Noemi che è il suo vero punto debole. Ma noi su questo dobbiamo inchiodarlo».
Finora avete avuto un certo fair play...
«È vero, ci siamo mossi con troppo pudore e rispetto. Adesso è il momento di mettersi le scarpette chiodate, di inchiodarlo alle sue responsabilità. Io non so se le rivelazioni che abbiamo letto sui festini a Villa Certosa siano vere: il premier deve rendere conto fino in fondo. In queste due ultime settimane di campagna elettorale dobbiamo fare noi i fuochi d'artificio per rovesciare la situazione a partire dalle sue bugie».

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ENRICO LETTA: "SULLE PENSIONI IL GOVERNO SI MUOVA, POSSIAMO DISCUTERE".

L' ultimo libro di Enrico Letta si intitola «Costruire una cattedrale». Appena uscito, il saggio dell' ex sottosegretario alla presidenza del governo di Romano Prodi ha già incassato le affettuosità di un altro autore della casa editrice che l' ha pubblicato. Nientemeno che Renato Brunetta, terrore dei nullafacenti. Il ministro della Funzione Pubblica ha detto che è «bellissimo». L' ho sentito con le mie orecchie. Non è che si riferiva alla parte del suo libro in cui prefigura la rivoluzione del welfare? «Dovrebbe chiederlo a lui. Brunetta sa bene come stanno le cose». Come stanno?

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GIUSEPPE BERTA: "IL MESTIERE PIU' DIFFICILE".

Le immagini di Gianni Rinaldini spintonato e tirato giù a forza dal palco dal quale avrebbe dovuto parlare hanno impresso una conclusione imprevista e drammatica alla manifestazione dei lavoratori Fiat, ieri a Torino.Non c'è dubbio che si sia trattato di un gesto preparato e voluto, per dimostrare con la forza dell'esempio il carattere irriducibile di una lotta la cui posta in gioco è identificata con lo stabilimento di Pomigliano d'Arco. La protesta violenta orchestrata dai Cobas contro i vertici sindacali vuole imprimere una radicalizzazione alla tensione che nelle ultime settimane è salita dentro e attorno agli stabilimenti meridionali del Gruppo Fiat.

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GIUSEPPE BERTA: "I 70 ANNI DI MIRAFIORI E LE SFIDE DEL GIGANTISMO".

Non è una coincidenza che la manifestazione dei lavoratori del Gruppo Fiat, promossa domani a Torino dai sindacati, cada in concomitanza quasi perfetta con il 70° anniversario dell'inaugurazione di Mirafiori, avvenuta il 15 maggio 1939. Settant'anni rappresentano, dal punto di vista dell'economia contemporanea, un arco di tempo molto lungo, specie per una fabbruica che ha costituito la realizzazione maggiore dell'industrialismo italiano.

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ENRICO LETTA: "PARLARE DIRETTAMENTE AI LAVORATORI".

Il sondaggio Ipsos-Sole 24 Ore - che indica come il consenso tra operai, disoccupati e precari sia doppio nel Pdl rispetto al Pd - continua a far discutere il centro-sinistra. Ad analizzare questo declino è Enrico Letta, ex ministro Pd, che lancia l'allarme di una «marginalizzazione del centro-sinistra nelle aree più forti del Paese». E traccia un percorso: «Dobbiamo parlare direttamente al mondo del lavoro e non alla sua rappresentanza, ai sindacati: non siamo più negli anni '70». A rincuorare, almeno ieri, c'era la vittoria a Trento «con un modello di centro che siamo riusciti a imporre: questo vuol dire che è possibile vincere, non siamo ancora condannati».

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ENRICO LETTA: "SE IL PREMIER IN PARLAMENTO NEGA LA RIFORMA, NON POSSIAMO PIU' VOTARE SI'".

«Ho sostenuto la scelta del sì al referendum. Un sì per favorire la riforma della legge elettorale in Parlamento. Ma se Berlusconi dovesse confermare l'indisponibilità a qualunque riforma e l'intenzione, in caso di vittoria del sì, di tornare al voto con la normativa risultante dai quesiti referendari, allora il Pd dovrà riconsiderare la propria posizione. Non potremo più votare sì». Enrico Letta raccoglie i messaggi allarmati che giungono al Pd da più parti (anche da Pier Ferdinando Casini, nell'intervista di venerdì sul Messaggero) e rivolge un invito al segretario: «Franceschini sfidi Berlusconi ad esprimersi chiaramente sul tema. Se il premier ribadisse il rifiuto di ogni riforma in Parlamento, il Pd non potrebbe che prenderne atto e adeguare la sua strategia al tentativo di Berlusconi di truccare le carte».

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GIUSEPPE BERTA: "INDUSTRIA DELL'AUTO, IL PESO DEI MANAGER".

Anche nei prossimi giorni il destino del settore dell'auto campeggerà nei titoli di tutto il mondo dell'informazione. Man mano che i termini imposti dal governo americano a Chrysler e a Gm si avvicinano alla scadenza, cresce la drammatizzazione impressa alle notizie, un fenomeno che dà origine a un affastellarsi di voci e di opinioni contraddittorie, in cui si mescolano elementi di aspettativa, di timore, di dubbio. Al di là di ogni polemica, è fin troppo evidente che nessuna attività economica è riuscita come l'industria dell'auto a catalizzare l'attenzione dell'opinione pubblica.

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