Rassegna stampa

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LUIGI BOBBA E MARCO CALGARO: BENE RUTELLI: IL PD PROMUOVA UN NUOVO RAGGRUPPAMENTO NEL PARLAMENTO EUROPEO".

"Francesco Rutelli ha perfettamente ragione: il PD deve promuovere un'alleanza tra le forze riformiste ed europeiste e un nuovo raggruppamento nel Parlamento europeo. Non abbiamo sciolto La Margherita per poi aggregarci alla tradizionale famiglia socialdemocratica. Il PD non può aderire al PSE né all'Internazionale Socialista ma deve dimostrare di saper cogliere la grande novità rappresentata da Barack Obama, che nulla ha a che spartire con la tradizione socialista. Sarebbe alquanto curioso proclamarsi Obamiani in America e in Italia e poi Socialisti in Europa. A Walter Veltroni diciamo: un gruppo europeo dei Democratici, sì, si può fare!": i Deputati del Partito Democratico Luigi BOBBA e Marco CALGARO condividono pienamente quanto affermato da Francesco RUTELLI in un'intervista al settimanale "Panorama". |

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GIUSEPPE BERTA: "L'INDUSTRIA DELLE INDUSTRIE".

Nessun settore industriale è colpito dalla crisi globale come l'industria dell'automobile. Lo testimonia la caduta della domanda, che procede a un passo impressionante, come dimostrano le cifre che giungono dall'America, cui tengono ora dietro anche quelle dell'Europa. È negli Stati Uniti, tuttavia, che la crisi sfida le possibilità di sopravvivenza delle imprese un tempo considerate l'emblema stesso dell'industrialismo. Dieci anni fa, era impossibile prevedere che i grandi gruppi di Detroit potessero andare incontro all'eventualità di un collasso finale. Più di tutto colpisce il tracollo della General Motors, l'impresa-tipo del Novecento, quella che Peter Drucker aveva indicato, fin dagli Anni Quaranta, come il modello stesso della grande corporation.

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MARCO CALGARO E LUIGI BOBBA: "DEMOCRATICI, NE' PSE NE' ALDE"

Nell'ultima settimana il tema della collocazione internazionale ed europea del Partito democratico è ritornato al centro del dibattito politico. Oggi, a meno di sette mesi dalle elezioni europee e dopo la straordinaria vittoria di Barack Obama, occorre riportare la politica estera e quella europea al centro della nostra agenda politica.

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ENRICO LETTA: "LO SCIOPERO NON SERVE, IL PD NON LO FA".

Sono passate da poco le tre, sulle agenzie scorrono i flash della nomina del senatore del Pd Roberto Villari alla presidenza della commissione di Vigilanza. Il primo commento del suo compagno di partito, Enrico Letta, è sul caso del giorno, sullo strappo della maggioranza sulla Rai: «mi sembra un metodo balordo: un gesto che non potrà che avere le dimissioni di Villari come risposta». Ma in queste ore il ministro ombra del Welfare è preoccupato soprattutto per una questione che sta cominciando a creare tensioni nel Partito democratico: la pesante spaccatura tra Cgil e Cisl. 

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ILVO DIAMANTI: "DIAMO IL VOTO AI SEDICENNI".

Il sogno americano, interpretato da Obama, a molti italiani evoca, soprattutto, la possibilità e la capacità di cambiare. Perché Barack Obama è giovane e di colore. Parte di una minoranza, fino ad oggi esclusa dal potere. In più: non ha alle spalle una carriera politica lunga. Non fa parte delle oligarchie familiari che contano, fra i repubblicani e i democratici.

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ENRICO LETTA. "QUESTO E' IL MODELLO VINCENTE A LIVELLO NAZIONALE".

«Credo si debba riflettere sul modello Trento». Sì, al "modello Trentino" Enrico Letta ci ha creduto da sempre. Anzi, di più. Del "modello Trentino" si può ben dire che il ministro ombra per il welfare è stato il principale teorico, nel Pd. Molto legato al presidente della provincia, che lo aveva sostenuto alle primarie del 14 ottobre, Letta ieri ha festeggiato a Trento con Lorenzo Dellai il successo dell'alleanza incardinata su Pd e Upt alleate con l'Udc. «Cioè l'unico modello - è la sua tesi - con cui possiamo vincere anche a livello nazionale».

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ENRICO LETTA: "E' UN MODELLO DA ESPORTARE. VINCENTE L'ALLEANZA CON L'UDC".

Festeggia Enrico Letta, e si capisce. Perchè il successo in Trentino, del quale "si discuterà a lungo" visto che indica al Pd la "via da seguire", è anche suo: fu lui, il ministro ombra del Welfare, a far siglare a fine giugno, a Piacenza dove si celebrava la prima uscita della sua associazione "360", l'intesa tra Dellai e Casini (...).

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GIUSEPPE BERTA: "IL CRUDELE BINGO DELLA CASA".

Che la vita sia una lotteria è un modo di dire tra i più diffusi, per giunta in grado di trovare infinite occasioni di conferma. Non è detto, però, che nel nostro Paese questa considerazione un po' vieta, ispirata dal senso comune, assuma un significato prevalentemente negativo o suggerito soltanto dalla rassegnazione (...).

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ENRICO LETTA: "RAPPORTI SOLIDI CON L'UDC. STOP ALLE VECCHIE ALLEANZE".

C'è da parlare della conferenza programmatica del Partito democratico, del suo nuovo corso politico, delle alleanze che si vanno delineando e della legge elettorale per le europee. Ma quando Enrico Letta mi si siede davanti il primo istinto è quello di soddisfare una curiosità repressa da giorni. Un articolo del Giornale del 4 novembre lo dava in partenza per la Toscana, destinazione Regione, missione governatore. «Non so chi abbia messo in giro quella voce, ma la considero una bufala, un'ipotesi che non esiste». Si legge, nell'articolo, che qualcuno cerca di allontanarlo da Roma perché rappresenta un pericolo per la leadership di Walter Veltroni. «I soliti gossip giornalistici » mi liquida lui, e mi fa cenno di passare oltre. Anche perché l'agenda del Pd, a dispetto di chi parla di 'traversata nel deserto', è fitta di appuntamenti. «La conferenza programmatica (che si terrà probabilmente ai primi di febbraio, ndr) è forse il più importante di tutti». E al Nazareno si stanno dando da fare per arrivarci con i compiti già fatti: «In questo periodo di ?opposizione? dobbiamo affrontare due priorità: portare a compimento un grande lavoro di elaborazione delle idee che ci permetta di vincere nel futuro, e ?costruire? il partito in tutti i territori. Perché in questo senso il Pd ancora non c'è: c'erano i Ds e c'era la Margherita, ma noi dobbiamo radicare il Pd nel tessuto del Paese» (...).

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"QUEI RICORSI ANTI-BINETTI ERANO IRRICEVIBILI".

È sorprendente che la commissione di garanzia nonostante la netta presa di posizione del segretario del partito, abbia ritenuto di non dichiarare irricevibili le denunce a carico» di Paola Binetti. Lo afferma Pierluigi Castagnetti del Pd, commentando, il giorno dopo, la procedura adottata dall'organo del partito su alcuni ricorsi per considerazioni fatte dalla Binetti sull'omosessualità. L'ex segretario del Ppi ritorna sul tema perché non gli va di «sottovalutare la gravità di un dibattito 'disciplinare' intorno a una opinione espressa da un socio del partito». «La libertà di pensiero e di espressione - argomenta - è così apodittica e indiscutibile che trovo sorprendente anche solo il fatto che la commissione abbia ritenuto di dover precisare di non poter procedere 'perché l'ordinamento non lo prevede'. L'ordinamento non lo prevede semplicemente perché non può - in linea di principio ­prevederlo». Anche Luigi Bobba e Marco Calgaro si dicono «stupefatti» che la commissione «abbia ritenuto di dover esaminare le segnalazioni e i ricorsi» riguardanti la Binetti (...).

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