Rassegna stampa

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GIUSEPPE BERTA: "AUTO, DUE VISIONI DEL FUTURO".

Un salvagente gettato in extremis a un naufrago in procinto di affogare: è l'immagine che richiama alla mente la decisione di George Bush di stornare 17,4 miliardi di dollari dal Piano Paulson (gli ultimi non ancora impegnati della prima tranche di 350 miliardi) per destinarli ai giganti in agonia di Detroit, General Motors e Chrysler. Di tale cifra saranno disponibili già questo mese e nel prossimo 9,4 miliardi che andranno alla Gm, il grande malato dell'industria americana, e 4 alla Chrysler, che ha appena comunicato la sospensione del lavoro nei suoi 30 stabilimenti.

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GIUSEPPE BERTA: "I COLOSSI INDIFENDIBILI".

Il Senato americano ha bocciato con un voto negativo il piano di aiuti per 14 miliardi di dollari rivolto all'industria dell'auto. Con questo voto siamo ormai alla vigilia dell'evento che fino a pochi giorni fa sembrava ancora impensabile: nel prossimo gennaio potrebbe scoccare l'ora del Chapter 11 - la procedura di fallimento concordata - per Chrysler e General Motors. Eppure, per alcune ore era parso che l'accordo bipartisan sugli aiuti all'auto fosse a un passo dalla chiusura. 

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GIUSEPPE BERTA: "C'E' UNA RIVOLUZIONE NELL'INDUSTRIA DELL'AUTO, FIAT DA SOLA NON CE LA FA".

E' in atto una rivoluzione nel sistema mondiale dell'auto. E' cominciata negli Stati Uniti e sta mettendo in discussione l'intero assetto novecentesco di questo settore industriale. Nei prossimi anni non avremo più la struttura che abbiamo conosciuto. Negli Usa non c'è più spazio per le "big three". Gli aiuti di questi giorni preludono ad un riassetto del settore. 

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BRESSO DA' "BUCA" AI POPOLARI, E' POLEMICA.

Mercedes Bresso non partecipa al dibattito organizzato dai popolari di Piemonte Europa sul federalismo e scoppia un nuovo caso nel Pd. «Siamo amareggiati - dichiara il presidente del Consiglio regionale, Davide Gariglio - per la scelta della presidente di non essere presente ai nostri lavori. Ce lo ha fatto comunicare ieri dalla sua segreteria aggiungendo che non riteneva opportuno in questo momento intervenire al nostro convegno».

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PD: MARINI, NON CHIEDETEMI DI DIVENTARE SOCIALISTA.

'Forse pensate che Franco Marini possa dire di essere diventato socialista? Questo non potete chiedermelo, e' sbagliato anche culturalmente'. E' la battuta con cui l'ex presidente del Senato, senatore Franco Marini, interviene sulle polemiche relative alla collocazione internazionale del Pd parlando al seminario regionale promosso dal centro culturale PiemonEuropa a San Giusto Canavese (Torino). 'E' una questione di una delicatezza estrema - ha detto Marini - che tocca corde profonde che vanno oltre la politica. Pensate che possa andare da un giovane cresciuto in parrocchia o nell'Azione Cattolica - domanda - e dirgli che aderisco al Pse? Credete che possa capire? La cultura sociale cattolica - prosegue - non puo' essere cancellata con l'abnegazione della propria storia. Abbiamo forse detto ai Ds: 'uscite e iscrivetevi ai Popolari europei'? Credo sia possibile, piuttosto, pensare a una forma di federazione in Europa, ma la decisione va presa prima delle elezioni. Sarebbe un fattore di grande debolezza dire che verra' presa dopo. La scelta del pd e' irreversibile - conclude - ma dobbiamo troncare la mala pianta della polemica'. (ANSA).

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PD, VELTRONI VA AVANTI MA E' STRETTO D'ASSEDIO.

Si gioca a carte scoperte nel Pd, ormai, e mentre la nave veltroniana fa acqua da più parti, al vertice nessuno dello staff pensa a tappare le falle: il segretario va avanti nella sua strategia, senza cambiare la rotta. L'obiettivo resta Silvio Berlusconi, con le ri­sposte del governo alla crisi italiana. Intanto, però, le indiscrezioni dei giorni passati sulla corsa alla leadership del Pd vengono alla luce. Si parla sempre di Enrico Letta, Nicola Zinga­retti, Pierluigi Bersani, o anche Gianni Cuper­lo. I diretti interessati tacciono, ma Anna Fi­nocchiaro non si nasconde e per la prossima corsa alla segreteria non si tira indietro. Resta da sapere quando la corsa si farà.

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BRESSO: "FIRMERO' IL MANIFESTO PSE". POLEMICA NEL PD.

Anche Mercedes Bresso (dopo Piero Fassino) firmerà lunedì a Madrid il manifesto del Pse in vista delle elezioni europee. La presidente del Piemonte, che è anche e capogruppo Pse nel Comitato delle Regioni presso il Parlamento europeo, lo ha annunciato ieri con una lettera inviata a Walter Veltroni: «Il Pd - afferma - non può che essere considerato nell´area socialista. Voglio capire che cosa propone Veltroni.

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FRANCESCO RUTELLI: "CARO VELTRONI, NON VOGLIO MORIRE SOCIALISTA".

Il Pd mai nel Pse. Veltroni lo porti su un 'percorso nuovo', contribuendo ad aprire, sulla scia della vittoria di Barack Obama negli Stati Uniti, 'un nuovo ciclo democratico in tutto il mondo'. E' la strada indicata da Francesco Rutelli in un'intervista su 'Panorama'.Secondo Rutelli, la collocazione internazionale del Pd 'certo non puo' essere legata ne' all'Internazionale socialista ne' al Partito socialista europeo'. 'Non si puo' non registrare - aggiunge - l'enorme novita' rappresentata dalla vittoria di Obama anche nel Congresso, che apre una nuova stagione politica all'insegna dei valori che non sono certo quelli socialisti. Cosa c'entra Obama con il socialismo, che e' una parola impronunciabile negli Usa?'. 

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ANGELO SCOLA: "ALL'ECONOMIA NON BASTA L'ARIDA COPPIA STATO-MERCATO".

L`attuale situazione economico-finanziaria internazionale getta una nuova luce sul valore delle relazioni sociali nella vita economica e nella produzione della ricchezza e lascia emergere il ruolo decisivo della società civile nell`economia. Non a caso la dottrina sociale della Chiesa, ancora troppo poco stimata, richiama instancabilmente il primato della società civile anche in ambito economico.

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ENRICO LETTA: "SE E' TUTTA UNA SFIDA DALEMIANI-VELTRONIANI IL PARTITO MORIRA'".

Nelle polemiche senza fine che stanno squassando il Pd, finora ha mantenuto un ruolo defilato. Ma Enrico Letta - che già sfidò Veltroni alle primarie, che ha una sua associazione, «360», che si è riunita proprio ieri a Napoli, che del governo ombra è responsabile del welfare - tutto può fare oggi tranne che tenersi fuori dall'agone. Perché è proprio lui tra i maggiori «indiziati» a sfidare nel prossimo futuro la leadership di Veltroni.

È così, onorevole, lei è in rampa di lancio per competere alla segreteria al prossimo congresso, magari con l'appoggio di D'Alema?
«Purtroppo leggo continuamente gossip di tutti i tipi sulle vicende del Pd, ed è un gossip che ci sta facendo molto male».
Significa che non ha intenzione di candidarsi?
«Significa che la mia candidatura non è all'ordine del giorno. Oggi c'è Veltroni, un segretario legittimato dal voto di oltre due milioni e mezzo di militanti, e io credo che in questo momento il nostro compito sia quello di aiutarlo a guidare e rafforzare il partito. Veltroni e io stiamo infatti lavorando insieme per la conferenza nazionale del welfare che si apre giovedì. Tutti dobbiamo darci da fare per rafforzare il partito, trovando il modo per discutere tra noi, per avere pluralismo interno».

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